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Acqua: se la casa non è abitata va pagata?

In una casa ereditata disabitata, in un immobile in ristrutturazione o in una seconda casa va pagata l’acqua? Anche se i consumi sono a zero?

Le spese per le utenze idriche vanno pagate esclusivamente a consumo, questo quanto si crede. Ma non è del tutto vero.

L’Aeegsi, Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico ha difatti approvato un nuovo metodo di tariffario idrico entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2016 che prevede, anche in assenza di consumi, dei costi fissi contrattuali e relative imposte [1].

Quota fissa consumi idrici

Per le spese idriche in casa non abitata verrà attuata una bolletta con una quota fissa annuale (€/anno) proporzionata al periodo fatturato, per ciascuno dei servizi di acquedotto, fognatura, depurazione: è una componente il cui pagamento prescinde dal consumo ed è volta a sopperire ai costi fissi per l’erogazione del servizio sostenuti dal gestore, pertanto la sua misura viene regolamentata da ogni singolo gestore e prevista nel contratto con questi stipulati.

Bollette dell’acqua: quando non si paga la quota fissa?

Se l’utenza non è raggiunta dai tre i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, la quota fissa non verrà pagata per ciascuno di essi: siccome difatti questa quota corrisponde al pagamento di un corrispettivo per la gestione di questi servizi, è illegittimo l’inserimento in fattura delle quote di depurazione laddove tali servizi non raggiungano l’utenza.

Se invece l’utenza è raggiunta dal servizio, anche qualora arrivi semplicemente al condominio ma non sia allacciata in casa nostra, la quota fissa dovrà essere corrisposta indipendentemente dal valore di quella variabile, dunque anche laddove i consumi siano a costo zero.

Si deve tuttavia sottolineare che su tali importi, non trattandosi del corrispettivo di un servizio, ma di costi di gestione, l’Iva non è dovuta e se presente in bolletta è illegittima.

Quando la bolletta dell’acqua può essere contestata?

Ma quali sono i casi in cui la fattura del servizio idrico è illegittima e non deve essere pagata? Con la bolletta dell’acqua si versa il corrispettivo per il Servizio Idrico Integrato:

  • la fornitura di acqua potabile (prelievo, trattamento e distribuzione);
  • il servizio di fognatura (scarico);
  • il servizio di depurazione.

Come detto generalmente il cittadino paga oltre alla citata quota fissa, anche una quota dipendente direttamente dai consumi.

Questi si ricavano, ovviamente, dal contatore, attraverso l’applicazione di specifiche ponderazioni di costo differenziate in base all’utenza (residenziale, non residenziale, commerciale…): su queste somme è dovuta l’Iva agevolata al 10%.

La bolletta è contestabile se l’acqua non risulta utilizzabile.

Quando, difatti, l’erogazione non rientra nei parametri del potabile dunque non può essere utilizzata né per bere, né per cucinare, il cittadino ha diritto:

  • a un rimborso forfettario per l’acqua in bottiglia che è costretto ad acquistare;
  • a un dimezzamento della bolletta.

Per verificare i parametri di potabilità dell’acqua è consigliabile non affidarsi ai valori presenti in bolletta, ma affidarsi ad un centro di analisi. La certificazione sarà uno strumento utile a chiedere il rimborso per il servizio non fruito.

Fonte: Laleggepertutti

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