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Calcolo adeguamento Istat affitti 2017: come fare

L’Istat ha pubblicato l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) aggiornato a febbraio 2017. Si tratta dell’indice che viene utilizzato per la rivalutazione dei canoni d’affitto. Le condizioni e le modalità di calcolo della rivalutazione variano però a seconda del contratto e richiedono alcune accortezze. Vediamo quindi come funziona e come si calcola l’adeguamento Istat del canone di locazione.

Istat adeguamento affitti 2017 contratti 4+4

Per i contratti di locazione 4+4 è possibile applicare la rivalutazione fino al 100% dell’indice Istat, purché sia espressamente prevista dal contratto.
La legge 431 del 1998 ha infatti abrogato l’articolo 24 della legge 392 del 1978 che prevedeva l’aggiornamento annuale del canone di locazione per un importo pari al 75% dell’indice Istat, con obbligo per il locatore di richiedere al conduttore la rivalutazione con lettera raccomandata.
Di conseguenza locatore e conduttore potranno pattuire le modalità dell’aggiornamento, purché queste siano esplicitamente previste nel contratto di affitto.
Le modalità dell’aggiornamento del canone nel 4+4 dipendono da quanto pattuito nel contratto:

  • Se il contratto di locazione prevede un aggiornamento del canone a richiesta il locatore dovrà comunicare al conduttore la rivalutazione dell’affitto.
  • Se il contratto di affitto prevede una clausola di aggiornamento automatico del canone il locatore avrà diritto alla rivalutazione dell’affitto anche in assenza di espressa richiesta.

Calcolo adeguamento Istat canone locazione anni pregressi

Che cosa succede se il locatore non chiede al conduttore i canoni rivalutati?
In caso di contratto con aggiornamento a richiesta il locatore non può chiedere gli arretrati. Potrà soltanto calcolare il nuovo canone tenendo conto degli aggiornamenti intervenuti a partire dalla data di stipula del contratto.
Se invece il contratto prevede l’aggiornamento automatico spetterà all’affittuario il versamento dei canoni rivalutati, anche in assenza di esplicita richiesta. E se non paga dovrà versare anche gli arretrati.

Adeguamento Istat affitti 2017 contratti 3+2

Per i contratti a canone concordato, ovvero 3+2, la rivalutazione degli affitti deve essere prevista dall’accordo locale e in misura non superiore al 75% dell’indice Istat, come sancito dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 30 dicembre 2002. Nel contratto tipo fornito nell’Allegato A del decreto, viene affermato il diritto del locatore a percepire i canoni aggiornati. Ne consegue che quanto viene prevista la rivalutazione dei canoni di affitto non è necessaria la richiesta tramite raccomandata e, in caso di mancato pagamento, l’affittuario dovrà provvedere al pagamento degli interessi.

Rivalutazione Istat affitti 2017 contratti di locazione commerciale

Per le locazioni ad uso diverso da quello abitativo, comprese le locazioni commerciali, la rivalutazione del canone di locazione deve essere prevista nel contratto di locazione e non può superare il 75% dell’indice Istat, come previsto dall’articolo 32 della legge 392 del 1978, aggiornato dall’articolo 1 della legge 118 del 1985. La Cassazione con la sentenza 3014 del 28 febbraio 2012 ha chiarito che per i contratti di locazione diversi da quelli a canone libero 4+4 l’adeguamento del canone deve essere espressamente richiesto dal locatore, mentre è nulla qualunque clausola di adeguamento automatico del canone.

Indice Istat affitti 2017

La rivalutazione va calcolata rispetto alla data di scadenza annuale del contratto di affitto, applicando l’indice Istat più aggiornato.
Di seguito l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) aggiornato al mese di febbraio 2017:

  • Indice generale FOI* 101,0
  • Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,4
  • Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente +1,5
  • Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti +1,3

Ogni anno calcoleremo la rivalutazione applicando la variazione del mese di riferimento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Tutti gli aggiornamenti dell’indice Istat affitti sono disponibili in questa pagina

Come si calcola l’adeguamento Istat del canone di locazione

Per calcolare la rivalutazione del canone di affitto dobbiamo innanzitutto individuare il coefficiente, moltiplicando la variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) per la percentuale di riferimento.
Supponiamo di avere un contratto di affitto a canone concordato stipulato nel mese di febbraio 2016 con adeguamento del canone nella misura del 75% dell’indice Istat. Il coefficiente per l’adeguamento è pari a: 1,5×75/100=1,125
Nell’ipotesi che il canone di affitto sia pari a 1.000 euro l’adeguamento sarà pari a: 1.000×1,125/100=11,25 euro

Rivalutazione Istat affitti: non si applica in caso di cedolare secca

Ricordiamo, infine, che i locatori che optano per il regime della cedolare secca rinunciano agli aggiornamenti dei canoni di locazione, compresa la rivalutazione in base agli indici Istat.

 

Fonte: Progedil90.it

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